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| Salvabo et custodiam ad comunem honorem et utilitatem Pistoriensis populi et reponam vel re poni faciam in apoteca campanilis Sancti Zenonis |
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degli interventi ....La civetta...... Ci scrivono da Zittau La città di Zittau è gemellata con Pistoia fin dagli 70. Un rappresentante di quella città ha scritto una lettera che potrete trovare nell'articolo a fianco, buona lettura. A hard rain is a-gonna fall. Una pioggia dura cadrà. 6 maggio 2010, Bottegone, Italia. Ieri sera alla Capannina di Bottegone è andata in scena una delle assemblee più affollate che si siano viste a Pistoia negli ultimi tempi. Forse bisogna risalire a 10 anni fa quando i comitati di Chiesina Montalese e Pistoia, oltre a quello originario di Via Buraccia e Pacinotta, si battevano contro la realizzazione dell’inceneritore. A quel tempo la vicenda si concluse con la ritirata senza condizioni del comune e della Provincia: al posto dell’inceneritore si sarebbe installato un impianto per realizzare CDR. Naturalmente nel solito luogo previsto per ospitare l’inceneritore. Questo sito continua ad essere contenuto nelle previsioni dell’attuale piano di smaltimento approvato dall’ATO e poi ratificato dalla Regione Toscana. L’ira dei cittadini di Badia a Pacciana (patria di Filippo Tedice) si è scatenata perché il Comune di Pistoia, ha pensato di spostare il sito da San Agostino a Badia a Pacciana, con una modifica inserita all’ultimo momento nel nuovo regolamento edilizio attualmente in pubblicazione e sottoposto ad osservazioni da parte di cittadini e associazioni. Senza alcun dibattito, non dico con i cittadini, ma nemmeno in consiglio comunale o nelle commissioni preposte, come ha argomentato brillantemente Alessio Bartolomei, lo scorso mese di marzo si è materializzato il nuovo sito che dovrà ospitare l’impianto per la produzione del CDR. La motivazione più forte, illustrata dall’assessore all’urbanistica Silvia Ginanni, presente coraggiosamente all’assemblea, è la seguente: la realizzazione del nuovo casello autostradale previsto nelle immediate vicinanze del sito individuato consente di risolvere uno degli effetti collaterali negativi di impianti simili: l’andirivieni di camion per conferire i rifiuti e successivamente per indirizzarli all’impianto di incenerimento di Montale. A prima vista sembrerebbe una soluzione ragionevole, peccato però che l’impianto dovrebbe servire per trattare i rifiuti raccolti nei comuni di Pistoia, Serravalle e Quarrata: a cosa serve un casello autostradale? Serve perché molto probabilmente verranno indirizzati su questo nuovo impianto anche rifiuti provenienti da altre zone della regione? Niente di male, per carità, solo che bisognerebbe avere l’onestà di dire le cose per quello che sono e non cercare di parlare d’altro. In occasioni come quella di ieri sera vengono ripercorsi quasi tutti i luoghi comuni e le svariate leggende metropolitane sulla raccolta differenziata, sulla possibilità di fare a meno di impianti di trattamento, su esperienze che hanno prodotto grandi risultati etc, etc. Per onore del vero l’assessore provinciale Rino Fragai è stato efficace nella illustrazione delle strategie di piano, ha ricordato come sia prevista una quota di raccolta differenziata pari al 65% dei rifiuti e un abbattimento della produzione dei rifiuti del 15%. Mi sembrano obbiettivi estremamente ambiziosi, a parte i costi aggiuntivi della raccolta differenziata che bisognerebbe cominciare a evidenziare. Non solo, credo che bisognerebbe avere notizie più attendibili sull’effettivo riutilizzo delle materie prime seconde. Non vorrei che alla fine si scoprisse che si spende di più per raccoglierle, e magari che vengono conferite in discarica o agli inceneritori perché non hanno mercato. Tra i numerosi interventi, molti dei quali ispirati dai gesti, dalle pose e dal linguaggio dei più antipatici imbonitori televisivi, ho l’obbligo di segnalare il battibecco tra due consiglieri comunali di Pistoia che si sono sfidati a proposito delle fontanelle installate dal comune (una delle poche cose buone fatte negli ultimi tempi) che hanno scatenato violente contestazioni e hanno reso evidente quello che si percepiva per tutto l’arco della assemblea: non va bene l’impianto, ma ancora peggio vanno gli amministratori pubblici che siano assessori o consiglieri. Proprio il senso di insofferenza, i numerosi “andate a lavorare”, oppure “vi paghiamo noi con le nostre tasse”, siete tutti “compagni di merende” mi ha impressionato e profondamente colpito. Oggi non ci sono più freni alla protesta e anche il lavoro delle persone più serie (che pure ci sono) si perde in una immenso vortice, dove non si distingue più giusto o sbagliato, vero o falso. Tempi duri e difficili ci attendono, e per dirla con Bob Dylan “…una pioggia dura cadrà…” Buona giornata e buona fortuna Giorgio Taffini Pistoia 7 maggio 2010. Ho assistito ieri sera all'assemblea convocata dai comitati per protestare contro la scelta di costruire a Badia a Pacciana l'impianto per il trattamento dei rifiuti. Potrete leggere il resoconto nell'articolo a fianco. Colpisce, dopo un periodo di riposo che mi sono concesso dalla politica, il mutamento radicale negli atteggiamenti collettivi delle persone: non ci sono più zone franche e la protesta parte senza tanti complimenti, temo che ci saranno tempi difficili. Buona lettura e buona giornata.
Dopo l'era kemalista e la guerra fredda, in cui la Turchia rappresentava il baluardo armato della Nato contro l'influenza sovietica nella regione, la fine dei blocchi contrapposti ha sciolto anche il rigido inquadramento della politica mediorientale, permettendo ad Ankara di riavvicinarsi a Siria e Iran e al mondo islamico in generale. La tendenza è stata suggellata dall'ascesa al potere dell'Akp di Recep Tayyip Erdogan. Il rinnovo della candidatura europea da parte di quest'ultimo è stato in realtà "un baratto quasi contabile e assai ambiguo fra il dare e l’avere. [...] Il machiavellico Erdogan concedeva a Bruxelles alcuni punti e molte promesse sulle questioni dei diritti civili in contrasto con la tradizione nazionale e nazionalista." Dietro all'europeismo di facciata, Gul ha usato "l’Europa per stroncare, mediante clausole ed esigenze europee", i rivali kemalisti che minacciavano di troncare la sua svolta orientalista. "Commissari e deputati di Bruxelles [...] erano portati a scorgere soltanto una casta di golpisti nei militari e nei magistrati. [...] Egli ha usato sovente con astuzia le regole europee per emasculare l’europeismo dalla giunta secolare. L'attacco alla Mavi Marmara è insomma solo l'ultimo passo di un percorso che ci ha messo di fronte "una Turchia riallineata con forza, e perfino con pulsioni egemoniche panislamiche, ai più militanti Paesi musulmani arabi e non arabi." Visto da Ankara
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