Salvabo et custodiam ad comunem honorem et utilitatem Pistoriensis populi et reponam vel re poni faciam in apoteca campanilis Sancti Zenonis



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....La civetta......

Regole per i talk show

in queste ore sono volate dichiarazioni di condanna da ogni parte nei confronti del regolamento sulla par condicio approvato dalla Commissione di Vigilanza sulla Rai.

Tutte le opinioni sono legittime, purché basate sui fatti. Per questo è bene chiarire che la norma approvata non “sospende” i talk show, non li “taglia”, non li “oscura”, tantomeno li “censura”.

Il regolamento approvato dalla Commissione di vigilanza su proposta del parlamentare radicale Marco Beltrandi sopprime i talk show politici?

No, devono solo rispettare le regole che la legge prevede, e cioè dare parità di spazio ai diversi candidati presidente ed ai diversi partiti. Potranno organizzare i faccia a faccia tra i candidati Presidenti di Regione; i confronti tra i partiti; le interviste dei leader. L’unica cosa vietata è favorire un partito (invitandolo più volte di altri) o un candidato (organizzando una puntata solo per lui)

Il regolamento è un ennesimo attacco alla libertà di informazione, a favore di Berlusconi?

Il regolamento stabilisce soltanto che le trasmissioni di maggiore ascolto non potranno invitare solo chi vogliono loro, dando più spazi ad un partito/leader o ad un altro a seconda dell’orientamento di ciascuna, il motivo per cui finora sono state condannate in ogni campagna elettorale, per decine di volte. I dibattiti tv delle presidenziali americane, le trasmissioni politiche più seguite al mondo, sono regolati nei minimi dettagli: dalla posizione che assumono i candidati (sul podio o seduti intorno a un tavolo), al tempo di risposta dopo ogni domanda, alla possibilità o meno di ribattere alle risposte del contendente, agli argomenti dei vari dibattiti. In occasione delle primarie, quando i candidati arrivano ad essere anche più di 6 o 7, sono invitati tutti su un piano di parità.

Le trasmissioni saranno ingestibili, con decine di partiti e partitini?

No, perché sono ammessi a livello nazionale solo i candidati Presidente ed i partiti che saranno presenti in un numero di Regioni che rappresentano almeno dell’elettorato coinvolto. I partiti non devono essere presenti tutti insieme ma anche distribuiti in più puntate.

Report, Che tempo che fa, Domenica In dovranno chiudere?

No. Come da sempre accade in periodo elettorale, semplicemente non potranno ospitare politici. Se lo fanno, devono dare spazio uguale a tutti

Si vuole cancellare l’audience dei talk show?

Falso. Quando si fecero i faccia a faccia all’americana, ad esempio tra Prodi e Berlusconi, con Mentana e con Minum moderatore, furono seguiti dai più di dieci milioni di persone.

Mediaset e le altre tv private saranno invece libere?

No. La legge prevede che l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni faccia un regolamento analogo a quello della Commissione di vigilanza.

Cosa potrebbe accadere

  • Porta a Porta: 4 trasmissioni settimanali, adatte per i confronti tra partiti (4 a puntata ad esempio). Possibili anche (come già fatto alle elezioni Regionali del 2000) che si tengano all’interno della stessa puntata due o tre sessioni, ciascuna con un faccia a faccia tra i candidati Presidente di una Regione
  • Annozero e Ballaro: mantenendo una sola puntata a settimana (quindi 4 ciascuna nei 30 giorni finali), potrebbero organizzare confronti tra partiti, 4 esponenti per puntate ad es. (come già fa Ballaro). Con due puntate settimanali ciascuna, potrebbero anche dedicarsi ai faccia a faccia tra Presidenti Regioni
  • Vespa, Santoro, Floris: potrebbero anche condurre le interviste ai leaders previste per gli ultimi 15 giorni, in spazi ad hoc

 

Vi propongo l'appello lanciato da un gruppo di esponenti della storia politica socialista a Francesco Cossiga, affinchè si faccia promotore in Senato di una proposta di legge costituzionale per dare vita ad una assemblea costituente con l'obiettivo di ridisegnare l'assetto complessivo delle istituzioni italiane.

I firmatari dell'appello sono Gennaro Acquaviva, Luigi Covatta, Gianni De Michelis, Rino Formica e Claudio Martelli. Buona lettura.

Pistoia 4 dicembre 2009.  La città amica dei bambini è alle cronache nazionali perchè alcune maestre di un asilo privato sono accusate di aver torturato i piccoli loro affidati. Presumo che l'affidamento non fosse a costo zero. Una storia che ferisce profondamente la coscienza degli adulti, perchè non si può certo tollerare simili atteggiamenti. Certo è che il difensore dei bambini (che sarebbe il nostro sindaco insignito di questo incarico dall'Unicef qualche anno addietro) avrà il suo daffare per evitare che in futuro possano ripetersi situazioni simili. L'asilo CIP e CIOP rimarrà a lungo una ferita nella nostra collettività. Anche perchè i guai non vengono mai da soli: accanto a CIP e CIOP poteva mancare un'altro personaggio dei fumetti? certo  che no e puntualmente arriva Gambadilegno alleato della banda Bassotti in parte già assicurata alle cure dei secondini. Mi riferisco alla tappa ulteriore dello scandalo dei permessi di soggiorno a pagamento per gli immigrati clandestini cinesi. Stavolta è indagato l'affittacamere a pagamento che avrebbe fatto finta di ospitare i poveri clandestini: un operatore sociale e un  benefattore o il solito profittatore delle disgrazie altrui? Appena risponderà agli inquirenti ne sapremo qualcosa di più. In vista delle prossime festività natalizie non ci siamo fatti mancare proprio niente. Complimenti. Buona giornata e buona fortuna.




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